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Architettura di ville domotiche

Una villa domotica non nasce dall'acquisto di dispositivi, ma dalle decisioni prese in fase di costruzione al grezzo su percorsi dei cavi, posizione del quadro elettrico e scenari. Integriamo l'infrastruttura di automazione nel progetto architettonico e la realizziamo in cantiere con la nostra squadra.

L'architettura della villa domotica non è la scelta di un prodotto, ma una decisione progettuale. L'errore che vediamo più spesso in cantiere è questo: la villa viene completata e solo dopo si chiama un'impresa per la «casa intelligente». A quel punto i muri sono chiusi, l'intonaco è finito e non c'è più spazio per far passare i cavi. Restano soltanto soluzioni wireless di ripiego, sensori aggiunti a vista e app che non comunicano tra loro.

Noi invertiamo l'ordine: prima si definisce come verrà vissuta la casa, poi l'infrastruttura che supporta questo modo di vivere viene integrata nel progetto architettonico. Per approfondire il nostro approccio, può consultare la pagina dedicata all'architettura della villa domotica.

L'infrastruttura si progetta in fase di rustico

L'ottanta per cento invisibile di una villa domotica si decide durante la costruzione del rustico. Posizione e dimensioni del quadro per le correnti deboli, percorsi delle colonne montanti, numero di punti dati da portare in ogni stanza, alimentazione nel controsoffitto per le tende motorizzate, linee per sensori e telecamere esterne: tutto questo va risolto prima che i muri vengano chiusi. Aggiungerlo in seguito non è solo costoso, ma spesso impossibile.

Le tre voci che generano più rimpianti sono: un quadro per le correnti deboli sottodimensionato, una linea di alimentazione esterna dimenticata e un vano nel controsoffitto non previsto per le schermature motorizzate. C'è poi l'assicurazione più economica: un percorso di tubazioni vuote di riserva, che tra cinque anni, quando i dispositivi cambieranno, Le permetterà di installare quelli nuovi senza aprire i muri.

Non un elenco di dispositivi, ma un elenco di scenari

Una buona villa domotica non si misura dal numero di dispositivi, ma da quante decisioni prende al posto Suo. Nei sistemi mal realizzati l'utente è costretto ad aprire quindici app diverse e a regolare tutto una cosa alla volta: è più faticoso che non avere alcuna automazione.

Per questo, in fase di progetto, non redigiamo un elenco di dispositivi ma un elenco di scenari: risveglio mattutino, uscita di casa, rientro serale, ospiti, film, notte e assenza prolungata. Ogni scenario porta illuminazione, schermature, clima, audio e sicurezza nella posizione corretta con un solo gesto. L'app deve essere l'ultima risorsa; il vero comando è l'interruttore fisico a parete, e anche i Suoi ospiti devono poterlo usare.

Tre sistemi devono parlare la stessa lingua

Nelle ville gran parte del comfort nasce dal funzionamento coordinato di illuminazione, schermature e climatizzazione. Se installati separatamente, questi sistemi si ostacolano a vicenda: mentre il sole entra e riscalda gli ambienti, il condizionatore lavora inutilmente; quando le tende si chiudono, di giorno la luce non basta. In una configurazione corretta si rileva la posizione del sole, le schermature motorizzate lo filtrano, l'impianto di climatizzazione si riduce di conseguenza e l'illuminazione si bilancia in base alla luce naturale. Considerando che nelle ville riscaldamento e raffrescamento rappresentano la voce più alta della bolletta annuale, il vantaggio non è solo in termini di comfort.

La scelta del protocollo conta più della marca

Una villa viene abitata per vent'anni; i prodotti di automazione cambiano ogni cinque. I sistemi cablati (come KNX) richiedono più lavoro in fase di installazione, ma sono longevi e indipendenti dal produttore; i sistemi wireless si installano rapidamente, ma dipendono da batterie, portata e supporto del produttore. L'approccio corretto è di solito misto: dorsale critica cablata, terminali flessibili wireless.

C'è poi un aspetto trascurato nella maggior parte dei progetti: la consegna del sistema. Alla consegna Le vengono forniti schemi, elenco dei dispositivi, password e file di configurazione. Anche se non dovesse continuare a lavorare con noi, un altro team potrà gestire il Suo sistema: è l'unico approccio onesto, che non vincola il cliente.

Le città in cui operiamo

Progettiamo le ville domotiche in base alle condizioni specifiche di ciascuna città; clima, tipologia edilizia e modalità d'uso generano priorità diverse in ogni provincia:

Lavoriamo anche su ville esistenti: il campo d'intervento si restringe, ma illuminazione, clima e sicurezza possono essere in gran parte automatizzati. Effettuiamo prima un sopralluogo e riportiamo per iscritto ciò che è possibile realizzare. Per parlare del Suo progetto, ci contatti oppure scopra i nostri progetti.

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